Il rilancio dell'Unione europea
A livello europeo è stata la settimana di Mario Draghi ed Enrico Letta, che nei loro interventi di fronte ai leader europei hanno invocato l’urgenza e la necessità di agire immediatamente per il rilancio dell’Unione.
Draghi ha insistito nuovamente sul tema degli investimenti e ha sollecitato l’Unione Europea a intervenire per abbassare i prezzi dell’energia, oltre che ad intervenire sul proprio processo decisionale, ancora troppo debole è inefficace rispetto al contesto internazionale.
Letta ha proposto un vero e proprio Piano operativo di rilancio europeo: il "One Market Act", un atto di mercato unico, basato su tre punti verticali: energia, connettività e mercati finanziari, uniti a tre fattori abilitanti di tipo orizzontale: libera circolazione di dati e la ricerca, un regime giuridico europeo unico per le imprese innovative e nuove misure per rafforzare la dimensione sociale e territoriale del mercato unico. Quest’ultimo punto ha l’ambizioso obiettivo di rendere la mobilità una scelta e non una necessità. Letto ha spiegato che questi tre punti verticali e orizzontali, che compongono una matrice, possono diventare la base per rilanciare l'integrazione interna dell'Unione Europea per rendere l'Europa più forte ed efficace.
Agire in fretta dunque diventa fondamentale, soprattutto in una fase critica a livello internazionale come questo. Il Corriere Della Sera, citando una fonte, ha riferito che Draghi avrebbe messo in luce che «da quando è stato presentato il rapporto sulla competitività, il contesto economico si è deteriorato».
Purtroppo, al momento l’agenda dei lavori è in grave ritardo rispetto a questi obiettivi. E il mercato unico, che sarebbe la migliore risposta possibile dell’Europa a Trump, è ancora distante. Ma i due interventi di Mario Draghi ed Enrico letta hanno avuto il merito di aver messo i leader europei davanti alla realtà dei fatti. Perché come hanno detto i due ex Premier, l’Europa continua a indebolirsi e il tempo per reagire sta per scadere.
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