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La settimana in Parlamento (17 aprile 2026)

LA SETTIMANA IN PARLAMENTO

Economia
I dati economici raccontano una realtà molto diversa dalla propaganda del governo Meloni. Dopo quattro anni, l’Italia cresce poco, il potere d’acquisto è calato e la produzione industriale è in difficoltà da tempo. Le tasse sono ai massimi, mentre salari e pensioni restano bassi. Certo, le crisi internazionali pesano, ma è evidente che il governo non ha messo in campo scelte adeguate per sostenere crescita e lavoro. Così il Paese si indebolisce e aumentano disuguaglianze e incertezze per famiglie e imprese. 

Trasporti
La destra ha bocciato la proposta unitaria delle opposizioni a sostegno del Trasporto Pubblico Locale. Lo ha fatto in questo martedì nero per la circolazione ferroviaria, con disagi, ritardi e cancellazioni in tutta Italia da nord a sud. Scelgono di ignorare il grido di allarme di Regioni, Sindacati, imprese, enti locali e soprattutto dei lavoratori e dei cittadini che chiedono più risorse, sicurezza e diritti. Chiedono rispetto e dignità per chi lavora e utilizza il trasporto pubblico. Dalla destra arriva un altro schiaffo in faccia. 

Almasri
Sul caso Bartolozzi abbiamo assistito a una scelta molto grave della maggioranza. La Camera questa settimana ha deciso di sollevare un conflitto di attribuzioni contro la Procura di Roma, che sta indagando sull’ex capo di gabinetto del ministro Nordio per false informazioni nel caso Almasri. Prima si sono già messi al riparo ministri e governo, ora si tenta di estendere la stessa protezione anche a chi non ne avrebbe diritto. In aula abbiamo ribadito come questa forzatura evidente sia inaccettabile. È già stato grave offrire lo scudo ai ministri, ma è ancora più indecente questo attivismo per salvare Bartolozzi in spregio del diritto. 
IN LOMBARDIA

Remigrazione
Continuiamo a manifestare la nostra netta condanna per il Remigration Summit del 18 aprile a Milano, una manifestazione intrisa di contenuti razzisti e portata avanti da esponenti dell’estrema destra europea che parlano di deportazioni di massa. La Lega ha provato a ridimensionare tutto dicendo che sarebbe un evento sull’Europa, ma non è così. Ed è ancora più grave che il presidente Fontana abbia deciso di partecipare, legittimando un appuntamento che non dovrebbe trovare spazio nella nostra città. 

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