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Liste d’attesa: “Riforma ancora incompleta, mancano personale e controlli”

La relazione della Corte dei conti sull’attuazione delle misure per la riduzione delle liste d’attesa è una sonora bocciatura per il Governo Meloni.

Secondo la magistratura contabile, le liste d’attesa continuano a rappresentare una criticità strutturale, aggravata dalla carenza di personale sanitario, dalle inefficienze organizzative, dai ritardi nell’attuazione delle riforme e dalle profonde disuguaglianze territoriali.

Un quadro che evidenzia la distanza tra gli annunci del Governo e i risultati raggiunti. Nel quadriennio 2022-2025, a fronte di 1,845 miliardi assegnati dallo Stato, ne sono stati utilizzati solo 1,58 miliardi. La stessa magistratura contabile sottolinea come l’incremento dei finanziamenti non si sia sempre tradotto in un aumento proporzionato delle prestazioni erogate e in una riduzione dei tempi di accesso alle cure.

Come Pd lo abbiamo sempre ricordato alla maggioranza: non basta annunciare nuove risorse se poi mancano le condizioni per saperle utilizzare. La Corte richiama le criticità nell’interoperabilità della Piattaforma nazionale delle liste di attesa e, soprattutto, l’insufficienza di personale sanitario, in particolare specialistico. Senza professionisti, anche gli investimenti rischiano di non tradursi in servizi aggiuntivi per i cittadini.

Si potrebbe intervenire in Legge di Bilancio, ma dalle anticipazioni del Documento programmatico non si vede alcuna inversione di rotta. La prossima manovra destina alla sanità appena 2,4 miliardi di euro, una cifra del tutto inadeguata rispetto alle criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale e sostanzialmente assorbita dall’aumento dei costi.

Di fronte alla carenza di personale, alle liste d’attesa e alle crescenti difficoltà di accesso alle cure, il Governo continua a non mettere la sanità pubblica al centro delle proprie priorità.
Come Partito Democratico continueremo a chiedere anche in questa manovra di bilancio una strategia che tenga insieme finanziamenti adeguati, un piano straordinario di assunzioni stabili, il potenziamento dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, una programmazione più efficace dei fabbisogni sanitari e sistemi di monitoraggio trasparenti, con obiettivi misurabili e responsabilità chiaramente individuate.

La riduzione delle liste d’attesa non si valuta sulla base delle risorse annunciate ma dei tempi effettivi entro cui i cittadini riescono ad accedere a visite, esami e prestazioni.

Purtroppo, finora il Governo, anziché concentrarsi sulla risoluzione delle criticità del sistema sanitario evidenziate dalla Corte dei Conti, sembra aver dedicato molte più energie a ridimensionare i poteri di controllo della magistratura contabile.

Per la destra è più semplice indebolire chi segnala i problemi che affrontarli e risolverli.

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