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Report Banca d’Italia: Disuguaglianze in aumento

C’è un dato contenuto nell’ultimo report della Banca d’Italia che dovrebbe far riflettere chi è al governo: nel 2025 il 10% delle famiglie più ricche detiene il 60,6% della ricchezza complessiva del Paese, mentre il 50% delle famiglie meno abbienti deve dividersi appena il 7,2%.

Secondo Bankitalia le disuguaglianze sono aumentati rispetto all’anno precedente, passando da 71,5 a 72,2 punti tra il 2024 e il 2025. In altre parole, la ricchezza cresce, ma si concentra sempre di più nelle mani di pochi.

Sono numeri che raccontano una questione sociale ed economica che la destra continua a sottovalutare. Mentre il Governo difende rendite e privilegi, milioni di persone fanno i conti con salari bassi, precarietà, caro vita e difficoltà ad accedere alla casa, alle cure e alle opportunità.

Per il Partito Democratico la risposta non può essere restare immobili o indifferenti, e nemmeno tentare maldestramente - come sta facendo la maggioranza - di spostare l’attenzione su altro.

La questione economica è sociale dovrebbe essere al primo posto dei pensieri di chi si trova il governo. Servono salari più alti, una fiscalità più equa, investimenti in sanità e istruzione pubblica, politiche per il lavoro stabile e misure capaci di ridurre le disuguaglianze che frenano la crescita del Paese.

La crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi non rappresenta soltanto uno squilibrio inaccettabile sul piano della giustizia sociale. È anche un freno alla crescita economica del Paese: quando opportunità, investimenti e capacità di spesa si concentrano in una quota sempre più ristretta della popolazione, si indeboliscono le prospettive di sviluppo dell’intero sistema economico.

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