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La settimana in Parlamento (19 giugno 2026)

LA SETTIMANA IN PARLAMENTO

Femminicidi
Sono intervenuta dopo le gravi dichiarazioni di Vannacci che ha negato l’esistenza del femminicidio. Parole inaccettabili perché ignorano una realtà confermata dai dati, dalle cronache quotidiane e dal dolore delle famiglie che hanno perso una figlia, una sorella, una madre. Dire che tutte le morti sono uguali significa non riconoscere che troppo spesso le donne vengono uccise da chi diceva di amarle: un compagno, un marito, un ex partner. Il femminicidio esiste ed è un problema strutturale del nostro Paese. Negarlo non lo cancella: rende soltanto più difficile combatterlo e prevenirlo.

IN LOMBARDIA

Lavoro
Una novità positiva sulla vertenza industriale che riguarda il futuro produttivo della Electrolux. Anche grazie alla nostra battaglia è arrivato un primo risultato perché l’azienda ha sospeso per 50 giorni la procedura di licenziamento collettivo, aprendo uno spazio utile al confronto. Ora però è fondamentale che il Governo faccia la sua parte, intervenendo sui costi energetici e sulle criticità della filiera dell’acciaio. Come Pd continuiamo con forza a sostenere le lavoratrici e i lavoratori, facendo tutto il possibile per difendere il tessuto industriale lombardo e il futuro dei nostri territori.

Sanità
La Commissione Sanità del Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge del Pd che garantisce l’accesso alle cure di base alle persone senza dimora. Si tratta di un importante passo avanti sul piano dei diritti e della dignità delle persone. Oggi chi non ha una residenza spesso non può scegliere un medico di famiglia e accedere ai servizi territoriali, finendo per avere nel pronto soccorso l’unico punto di riferimento sanitario. Con questa legge il diritto alla salute viene finalmente riconosciuto anche a chi vive una condizione di grave fragilità. Ora attendiamo il voto definitivo dell’Aula.


La conferenza programmatica
La scorsa settimana abbiamo presentato un importante percorso di ascolto e partecipazione per costruire il programma del Partito Democratico per la Lombardia. Dopo trent’anni di governo della destra, la nostra regione mostra segnali evidenti di rallentamento su sanità, trasporti, lavoro e qualità della vita. Per questo a partire dalle idee e dalle priorità dei cittadini, raccoglieremo migliaia di contributi dalle Feste dell’Unità e dai territori. Un percorso innovativo per costruire dal basso una Lombardia più giusta, moderna e vicina alle persone.

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La settimana in Parlamento (12 giugno 2026)

LA SETTIMANA IN PARLAMENTO

Lavoro
Questa settimana la Camera ha approvato il cosiddetto decreto lavoro, sul quale come Partito Democratico abbiamo espresso voto contrario. Si tratta di un provvedimento che non affronta nessuno dei problemi reali di lavoratrici e lavoratori e che rischia invece di favorire precarietà e contratti che comprimono ancora di più i salari. In un Paese dove stipendi bassi e lavoro povero restano emergenze concrete, serviva altro, a partire dal salario minimo. Continueremo a insistere per misure più coraggiose e per rafforzare diritti, tutele e contrattazione di qualità. 

Le iniquità del fisco italiano
Il nuovo rapporto dell’Ufficio parlamentare di bilancio conferma una realtà che denunciamo da tempo: il sistema fiscale italiano continua a essere iniquo e poco efficiente. Mentre il Governo celebra la propria riforma fiscale, l’UPB evidenzia come la proliferazione di agevolazioni, bonus e regimi differenziati abbia aumentato la complessità senza correggere le disuguaglianze. Il lavoro dipendente e le pensioni continuano a sostenere gran parte del carico fiscale, mentre altri redditi beneficiano di trattamenti più favorevoli. Per rendere il Paese più competitivo servono equità, investimenti in innovazione, ricerca e competenze, non slogan o interventi frammentari.

PNRR
Questa settimana ho voluto richiamare l’attenzione sull’analisi di Openpolis dedicata alle misure del PNRR per la parità di genere. I dati confermano che l’Italia continua a registrare forti squilibri nell’accesso al lavoro, nelle retribuzioni, nelle opportunità di carriera e nella distribuzione dei carichi di cura. Per ridurre questi divari non bastano gli annunci: servono monitoraggio, trasparenza e valutazione concreta dei risultati. Abbiamo a disposizione circa 98 miliardi di euro per favorire occupazione femminile, servizi e inclusione, ma troppe deroghe hanno indebolito gli obiettivi previsti. È il momento di utilizzare davvero queste risorse per costruire maggiore uguaglianza e opportunità.

IN LOMBARDIA

Le nostre proposte per la Regione
Domani prenderà il via a Milano “C’era una volta il Nord”, un momento di confronto che abbiamo voluto promuovere per aprire una riflessione sul futuro della Lombardia e del Paese. Insieme a Stefano Bonaccini, Chiara Braga, amministratori, iscritti e cittadini discuteremo delle sfide che la nostra regione ha davanti. Dopo trent’anni di governo della destra, la Lombardia continua a fare i conti con una sanità in difficoltà, liste d’attesa sempre più lunghe, carenza di politiche industriali e fuga di giovani talenti. E’ il momento di costruire un’alternativa credibile, partendo dall’ascolto e dalle proposte. 

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La settimana in Parlamento (29 maggio 2026)

LA SETTIMANA IN PARLAMENTO

Disuguaglianze in aumento
I dati contenuti nell’ultimo rapporto della Banca d’Italia fotografano un Paese sempre più diseguale. Nel 2025 il 10% delle famiglie più ricche detiene il 60,6% della ricchezza complessiva, mentre la metà delle famiglie italiane deve dividersi appena il 7,2%. Un divario che è aumentato rispetto all’anno precedente e che racconta una realtà fatta di salari bassi, precarietà e difficoltà di accesso a casa, cure e opportunità. Per il Partito Democratico servono salari più alti, una fiscalità più equa e investimenti per ridurre le disuguaglianze e sostenere la crescita del Paese. 

Fine vita
Sul Fine vita ancora una volta il Governo ha scelto di rinviare una decisione che riguarda la dignità, la libertà e i diritti delle persone. È una scelta grave, soprattutto dopo i ripetuti richiami della Corte costituzionale, che da anni sollecita il legislatore a intervenire per colmare un vuoto normativo. Continuare a non decidere significa lasciare cittadini e famiglie nell’incertezza e privare le persone della possibilità di compiere una scelta libera e consapevole sul proprio percorso di vita, nel rispetto della dignità e dell’autodeterminazione.

La nostra proposta per restare e tornare in Italia
Questa settimana il Partito Democratico ha presentato la proposta di legge per il “diritto a restare”, un intervento concreto per contrastare la crescente fuga di giovani dall’Italia. Ogni anno oltre 80 mila ragazze e ragazzi lasciano il nostro Paese non per scelta, ma perché qui trovano salari bassi, precarietà e poche opportunità di crescita. Con questa proposta vogliamo investire sul lavoro di qualità, sull’autonomia abitativa e sulle prospettive delle nuove generazioni. L’Italia non può rassegnarsi a perdere energie, competenze e talenti: il compito della politica è creare le condizioni perché i giovani possano costruire qui il proprio futuro.

2 giugno
Quello appena trascorso non è stato un 2 giugno come gli altri. Quest’anno abbiamo celebrato gli ottant’anni della Repubblica italiana e gli ottant’anni del voto alle donne, due ricorrenze che parlano direttamente alla nostra democrazia. L’elezione dell’Assemblea Costituente del 1946 segnò l’ingresso delle donne nella piena vita politica del Paese e contribuì a costruire una Costituzione fondata sull’uguaglianza, sui diritti e sulla partecipazione. A ottant’anni di distanza, il compito della nostra generazione è continuare a difendere e ampliare quei diritti che hanno reso l’Italia una democrazia più giusta e inclusiva.

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La settimana in Parlamento (22 maggio 2026)

LA SETTIMANA IN PARLAMENTO

Lavoro
Questa settimana sono intervenuta al Question Time sui 1700 lavoratrici e lavoratori di Electrolux che rischiano il posto, ricordando al governo che sono persone, non numeri, perlopiù donne con un’età media di 60 anni, senza adeguate tutele. Ho chiesto al ministro Urso un intervento immediato, un piano industriale credibile e garanzie reali sulla continuità produttiva e sull’occupazione, per evitare un’altra emergenza sociale. Qui il mio intervento in aula.

Economia
L’Italia continua ad essere il fanalino di coda dell’Europa.
I numeri diffusi ieri da Bruxelles raccontano e confermano ancora una volta l’assenza di una strategia economica e di crescita del governo e il peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie. 

Decreto fiscale
Questa settimana l’aula di Montecitorio ha approvato il decreto fiscale. Come Pd abbiamo denunciato la totale assenza di una politica fiscale strutturale capace di accompagnare il Paese e la volontà della destra di continuare a favorire chi non paga le tasse, mentre lavoratori e pensionati vengono penalizzati. Abbiamo inoltre subito denunciato con forza la scelta di Lega e Forza Italia di proporre emendamenti al Decreto Edilizia che riaprirebbero vecchi condoni e sanatorie per lottizzazioni abusive antecedenti al 1985. Un segnale gravissimo: invece di tutelare i cittadini rispettosi delle regole, la maggioranza continua a strizzare l’occhio a chi ha alimentato degrado. 

Economia circolare
Questa settimana ho partecipato al convegno dedicato al Sistema di Deposito Cauzionale (DRS), un passaggio ormai imprescindibile per evitare all’Italia una procedura d’infrazione europea e per rendere davvero efficace la nostra strategia ambientale. A nome del Partito Democratico, ho presentato a settembre una proposta di legge a mia firma: recuperare bottiglie e lattine significa ridurre l’inquinamento, creare filiere di riciclo di qualità e dare piena attuazione all’economia circolare. Ora auspico che il Parlamento proceda rapidamente, cogliendo i benefici ambientali, economici e sociali che il DRS può garantire.

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La settimana in Parlamento (15 maggio 2026)

LA SETTIMANA IN PARLAMENTO

Pressione fiscale
Questa settimana nel Question Time alla Camera abbiamo rivolto al Ministro dell’Economia Giorgetti una richiesta chiara: valutare l’introduzione di un meccanismo di indicizzazione dei parametri IRPEF per contrastare gli effetti del drenaggio fiscale. Come Partito Democratico abbiamo evidenziato come già con un’inflazione al 2% il fenomeno possa generare un aumento del carico fiscale fino a 243 euro annui per i lavoratori dipendenti tra i 32 e i 40 mila euro di reddito. Servirebbe un intervento tempestivo per evitare un ulteriore aumento della pressione fiscale. Il ministro non ha risposto nel merito alla nostra richiesta. Il governo continua a sottovalutare un problema che incide sulla giustizia fiscale di tutti i cittadini.

Istruzione
La scelta del Ministro dell’Istruzione Valditara di rivedere le Indicazioni nazionali per i licei con l’esclusione dal programma di autori fondamentali come Marx e Spinoza è gravissima. Su questa furia ideologica del Ministro si stanno sollevando forti critiche non solo dalle opposizioni ma anche da parte del mondo accademico, con oltre 60 professori che chiedono un passo indietro e l’apertura di un confronto serio con le scuole.

Polizia locale
Questa settimana in Aula abbiamo affrontato il tema del riordino della Polizia locale, ma il provvedimento che la maggioranza ha presentato è stata un’occasione mancata. Una legge delega tardiva, che svuota il ruolo del Parlamento e non affronta i nodi strutturali di un comparto sempre più centrale per la sicurezza dei territori. La Polizia locale svolge oggi funzioni complesse, tra attività amministrative, stradali e di polizia giudiziaria, senza però adeguati riconoscimenti. Come Partito Democratico abbiamo provato a migliorare il testo, ma la destra ha bocciato ogni proposta concreta che chiedeva assunzioni, tutele e maggiori risorse. 

IN LOMBARDIA

Electrolux
La notizia dei 1.700 esuberi annunciati da Electrolux in Italia, con una profonda riorganizzazione che coinvolge anche lo stabilimento lombardo di Solaro, è un segnale molto preoccupante per tutto il sistema industriale. Parliamo di lavoratrici e lavoratori e di territori produttivi che rischiano il posto di lavoro. Questa non è solo una crisi aziendale, ma il riflesso di una difficoltà più ampia dell’industria europea e dell’assenza di una vera politica industriale nazionale. Abbiamo portato questa vertenza in Consiglio regionale e in Parlamento, perché non si può assistere in silenzio.

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